Ozzy Osbourne: ‘ Mi spiace d’aver cercato di uccidere mia moglie’
ha concesso un’intervista alla giornalista Lara Kilner del tabloid britannico Mirror. Queste alcune domande e risposte.
Mirror:
"Allora, la tua autobiografia ‘I am Ozzy’ finalmente è uscita. Rimane niente di choccante?"
Ozzy: "Beh, non è esattamente un libro da leggere prima d’andare a dormire. Non è un libro per i nipoti, ho avuto una vita movimentata. Non si può racchiudere la vita di Ozzy in 350 pagine. Magari usciranno altre nove autobiografie…tutti sanno la storia del pipistrello e della colomba, ma nel libro c’è un sacco di altra roba divertente. E ciò che mi ha fatto rimanere vivo in tutti questi anni è che ho sempre avuto un buon senso dell’umorismo".
M.: "Quali sono stati i tuoi momenti di maggior orgoglio e quelli più ignobili?
O.: "Mi dispiace d’aver cercato di uccidere Sharon. Non avevo in mente d’andare a ubriacarmi per poi tornare e tentare di strangolarla per poi risvegliarmi in galera. La mia cosa migliore è stata quella d’aver avuto successo dopo
i Black Sabbath. E d’aver avuto i miei figli. E che non bevo
più".
M.: "Cosa sarebbe successo se non avessi avuto Sharon?"
O.: "Sarei morto. Mi sarei già ucciso. Innamorarmi di Sharon è stata la cosa migliore che potesse accadermi. E’ stata paziente ed è rimasta con me".
